Lavoro in nero in ospedale

 
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L’abusivismo presente in corsia ha privato del lavoro le operatrici professionali soci/e delle cooperative favorendo evasione e caporalato.
Tornano le badanti «in nero» nelle corsie degli ospedali . L’allarmante fenomeno che sembrava essere stato debellato attraverso i controlli eseguiti dalle ASL e dagli organi di polizia è tornato prepotentemente ad essere presente a svantaggio delle Cooperative che rivolgono la propria attività volto a garantire il servizio di assistenza privata ai malati.
Sono numerose le signore che svolgono l’assistenza in maniera irregolare, concentrate in maggioranza nelle corsie dei nosocomi bolognesi e in strutture sanitarie private e accreditate. Le badanti «in nero» assistono i pazienti soprattutto durante i pasti ed il riposo notturno, in sostituzione dei familiari, dietro compensi che, visto l’importo contenuto, sfuggono facilmente ai controlli fiscali. Incrementando così, oltre all’evasione, il cosiddetto caporalato. Le norme riconoscono sia ai familiari dei degenti che a persone da loro delegate la possibilità di garantire il necessario sostegno al paziente.
Tuttavia nelle corsie si continuano a vedere persone che non c’entrano nulla con i ricoverati. Le testimonianze sull’abusivismo, da parte di alcune badanti autorizzate, sono sfociate, oltre un anno fa, in segnalazioni alla Procura, alla Guardia di finanza, ai carabinieri e all’Ispettorato del lavoro. Nonostante questo le assistenti «in nero» non sono scomparse. Anzi lavorano a pieno ritmo.
Avvicinano i pazienti a letto e lasciano perfino i biglietti da visita nei reparti, sebbene entrambe queste procedure siano tassativamente vietate. Le irregolari promettono, falsamente, a parità di servizio, tariffe molto più basse di quelle praticate dalle Cooperative sociali regolarmente costituite.
In realtà chiedono dai sei agli otto euro all’ora, senza però assumersi alcuna responsabilità sul paziente. Le cooperative sociali invece mettono a disposizione un operatore, rilasciano regolare fattura e, soprattutto, impiegano personale qualificato. Il fenomeno si verifica soprattutto in occasione del cambio di turno serale del personale è facile che possano entrare in ospedale persone che si qualificano come familiari, anche se in realtà non lo sono.

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