Le badanti devono fare 11 ore di riposo CONTINUATO

 

La cassazione sancisce: le badanti hanno diritto a 11 ore di riposo ogni giorno

Tutti gli assistenti alla persona, sebbene abbiano un contratto di convivenza o H24, DEVONO godere di 11 ore CONTINUATE. A stabilirlo non siamo noi da statuto, ma la legge.
Questa legge  se lasciava una qualche forma di interpretazione “personale”, si è trasformata in causa con relativa condanna della Onlus che, in questo caso, offriva un riposo NON continuativo dell’operatore per fornire servizi più “vantaggiosi” per la famiglia e non per il operatore.

 

Fonte: Il messaggero del 3 gennaio 2018

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Le 10 migliori badanti a Padova

 

Le migliori badanti e colf dell’agenzia a Padova

Il servizio di badanti a Padova ti permette di lasciare i tuoi cari in buone mani nel caso in cui tu non possa occuparti di loro. Siamo in contatto con professionisti qualificati che possono svolgere il loro servizio a tempo in casa, in convivenza o in ospedale .
La badante fornisce assistenza agli anziani generalmente gestendo la pulizia quotidiana di tutta la casa o di una parte di essa, sistemando e preparando delle camere da letto, occupandosi della pulizia della cucina e gli arredi che la compongono.
Si prende cura anche del lavaggio della biancheria, etc…
Oltre a questi compiti, vi è naturalmente quello della cucina.
Rientra tra i compiti di una badante il servizio per agevolare l’anziano che non riesce a mangiare da solo o anche la semplice compagnia.A volte non è facile per un anziano essere ricoverato in una casa di riposo e abbandonare la sua casa.
Assumere una badante permetterà all’anziano di rimanere in spazi per lui abituali.
Spesso i cambiamenti mettono in difficoltà gli anziani: con l’avanzare dell”età, infatti, si perde l’efficienza dei cinque sensi (udito e vista soprattutto), ma vengono meno anche molte capacità relazionali e sicurezze legate all’ambiente circostante.

Il servizio di badante ti da la possibilità di lasciare i tuoi cari con persone che hanno esperienza nel caso tu non abbia la possibilità di occuparti di lui/loro.  Hanno alle loro spalle anni di esperienza nella cura di anziani, non dovrai preoccuparti. Il badante si occuperà di fornirti assitenza a domicilio per aiutare l’anziano con le attiviatà giornaliere che non è più in grado di svolgere da solo come:
– Camminare
– Vestirsi e svestirsi
– Tenere compagnia
– Aiutare con la spesa
– Cucinare e dare da mangiare
– Accompagnare alle visite mediche
– Ecc.ecc.

A volte non è un compito facile badare ad una persona anziana, specie se a casa da solo e non è più autosufficiente.
Loro, hanno bisogno d’aiuto, di un professionista affidabile e veramente qualificato che si prenda cura di loro.
Grazie al nostro servizio potrete finalmente trovare la soluzione adatta a voi. Assumere un badante part-time per persone anziane permetterà all’anziano di rimanere in spazi che per lui sono abituali senza stravogergli la vita.

Se sei alla ricerca di un servizio di badante part-time, convivente o per assistenza ospedaliera a Padova, chiedi subito informazioni

Queste sono le 10 ricerche più frequenti dei clienti :

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Con Cooperativa PerLa Badante Padova puoi trovare una badante vicino a me.

 

Come funziona?

Ci compili la richiesta di informazioni sul servizio di badanti. Impiegherai meno di 1 minuto.

– Un nostro responsabile riceverà la tua richiesta e verrai ricontattato per l’offerta completa

– Avrai la possibilità di conoscere la persona che abbiamo scelto per te

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Stai cercando una badante per la tuo genitore o caro? Comincia con cosa NON devi fare per sceglierla

 

Consigli utili su come NON scegliere una badante “fai da te”

  1. Non mettere MAI annunci su giornali di annunci o siti internet: verrai di sicuro inondato da migliaia di telefonate e non capirai più nulla nel giro di poche ore. Le telefonate andranno avanti per settimane, se non per mesi. Ad ogni telefonata dovrai chiedere lo spelling di nomi incomprensibili, avrai scoperto che il 90% delle badanti si fa chiamare con nomi italiani per semplificare la loro memorizzazione, avrai saputo tutto dei loro familiari (in teoria) ammalati che attendono a casa i soldi per curarsi e dei figli che si aspettano da te i soldi per nutrirsi, sentirai promesse su promesse, gente che millanterà titoli di studio, avrai trattato sullo stipendio con almeno una decina di sconosciute, e avrai fissato  qualche appuntamento. Tolti gli appuntamenti mancati, probabilmente nessuna delle persone che a casaccio incontrerai, farà al caso tuo.
  2. Se ti rivolgi alla parrocchia sappi che prendono le richieste di chi cerca questo tipo di lavoro e te le passano senza verifica alcuna alla persona che loro ritengono più bisognosa. Purtroppo, spesso non hanno la benché minima idea di chi siano le persone con cui ti stanno mettendo in contatto e mai e poi mai verificheranno se quello che dice e quello che ha fatto in vita corrispondono, tantomeno se hanno un regolare permesso di soggiorno. Semplicemente passano bigliettini e numeri telefonici. Giustamente non è loro preoccupazione se una persona è clandestina in Italia, ma che sia credente e bisognosa.
  3. Non chiedere aiuto alla tua domestica a meno che non sia persona assai fidata. Molti stranieri hanno la pessima abitudine di taglieggiarsi fra di loro e quindi, la persona che si prenderà cura del tuo caro è assai improbabile che sia la più giusta, ma solo quella che ha investito 200 o 300 euro (se non di più) per comperare il lavoro alla domestica.
  4. Non assumere MAI una persona in nero!! Andate in un CAAF qualsiasi per richiedere informazioni sui voucher o leggete articoli in internet. Uno riepilogativo ed interessante è su Adnkronos. Ma perchè? Perchè nel momento che l’assistito ha un malore che richiede un soccorso ambulanziero, l’assistente potrebbe scappare invece di aiutare perchè per contattare i soccorsi bisogna identificarsi! Chi dovrebbe dire di essere? Un’amica che passava di lì? E se non è nemmeno regolare in Italia?
    E se maleauguratamente la persona che avete scelto si rivela poco affidabile (o altro) e la volete allontanare, Lei potrebbe:

    1. ricattarvi
    2. denunciarvi ai sindacati
    3. mandare degli “amici”
    4. chiedervi una cifra a sua discrezione come TFR
    5. aver fatto copia delle chiavi di casa e sapere quando non trova nessuno dentro

Questi sono solo i primi consigli utili che ci sentiamo di dare alle famiglie che intendono cercare da soli una badante per un loro caro.
Suggerisco inoltre, di contattare un CAAF regolarmente (1 o 2 vote l’anno) per sentire se le leggi sono cambiate.
La soluzione ideale per trovare una brava badante sarebbe quella di prenderne una che già conosci, perché magari ha curato il genitore scomparso di un tuo amico. Purtroppo però, spesso quando se ne conosce una brava è sempre molto ricercata e, in ogni caso, potrebbe non essere la scelta che va bene per voi, anche fosse per una incompatibilità di orari lavorativi o se il vostro caro ha patologie difficili da gestire.
La selezione sarà quindi basata su una rosa di candidate un molto ristretta. Devi avere fortuna, molto.

 

Cosa ti rimane da fare, allora?

Puoi rivolgerti alla Cooperativa PerLa Badante, che seleziona le badanti ed i badanti uno ad uno, ne verifica le referenze, ne controlla la regolarità e, in molti casi, offre una rosa di candidati di già conprovata affidabilità.

Si potranno godere delle agevolazioni fiscali, ove possibile, in caso di malattia dell’assistente vi verrà mandata la sostituzione senza alcun costo aggiuntivo e saprete di avere una persona di fiducia accanto al vostro caro.
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Il problema delle scelte di una badante “fai da te”

 

Trovare una badante non è una cosa semplice! Trovarla ed essere certi sulla sua affidabilità è molto più difficile.
La nostra cooperativa seleziona badanti sicure.
Ecco alcuni esempi su cosa potrebbe succedere se non si hanno i mezzi per selezionare badanti:

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Lavoro in nero in ospedale

 

L’abusivismo presente in corsia ha privato del lavoro le operatrici professionali soci/e delle cooperative favorendo evasione e caporalato.
Tornano le badanti «in nero» nelle corsie degli ospedali . L’allarmante fenomeno che sembrava essere stato debellato attraverso i controlli eseguiti dalle ASL e dagli organi di polizia è tornato prepotentemente ad essere presente a svantaggio delle Cooperative che rivolgono la propria attività volto a garantire il servizio di assistenza privata ai malati.
Sono numerose le signore che svolgono l’assistenza in maniera irregolare, concentrate in maggioranza nelle corsie dei nosocomi bolognesi e in strutture sanitarie private e accreditate. Le badanti «in nero» assistono i pazienti soprattutto durante i pasti ed il riposo notturno, in sostituzione dei familiari, dietro compensi che, visto l’importo contenuto, sfuggono facilmente ai controlli fiscali. Incrementando così, oltre all’evasione, il cosiddetto caporalato. Le norme riconoscono sia ai familiari dei degenti che a persone da loro delegate la possibilità di garantire il necessario sostegno al paziente.
Tuttavia nelle corsie si continuano a vedere persone che non c’entrano nulla con i ricoverati. Le testimonianze sull’abusivismo, da parte di alcune badanti autorizzate, sono sfociate, oltre un anno fa, in segnalazioni alla Procura, alla Guardia di finanza, ai carabinieri e all’Ispettorato del lavoro. Nonostante questo le assistenti «in nero» non sono scomparse. Anzi lavorano a pieno ritmo.
Avvicinano i pazienti a letto e lasciano perfino i biglietti da visita nei reparti, sebbene entrambe queste procedure siano tassativamente vietate. Le irregolari promettono, falsamente, a parità di servizio, tariffe molto più basse di quelle praticate dalle Cooperative sociali regolarmente costituite.
In realtà chiedono dai sei agli otto euro all’ora, senza però assumersi alcuna responsabilità sul paziente. Le cooperative sociali invece mettono a disposizione un operatore, rilasciano regolare fattura e, soprattutto, impiegano personale qualificato. Il fenomeno si verifica soprattutto in occasione del cambio di turno serale del personale è facile che possano entrare in ospedale persone che si qualificano come familiari, anche se in realtà non lo sono.

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Chi è l’assistente familiare?

 

L’assistente familiare è una figura professionale che svolge attività di cura e aiuto presso il domicilio di singole persone che presentano diversi livelli di autosufficienza psico-fisica (anziani, disabili, malati, …), anche a sostegno della famiglia, contribuendo al mantenimento dell’autonomia e del benessere psicofisico dell’utente e del suo ambiente.

Le attività di assistenza familiare di base riguardano principalmente:

  • svolgimento di prestazioni di aiuto alla persona di tipo domestico e igienico-sanitario
  • sostegno al benessere psico-fisico dell’assistito
  • realizzazione di interventi nel contesto di vita della persona assistita a supporto della quotidianità, del mantenimento e del recupero dell’autonomia, evitando o riducendo le possibilità di isolamento.

Le competenze basilari di tale figura sono perciò:

  • integrarsi nel contesto organizzativo, sociale ed istituzionale di riferimento
  • collaborare nella preparazione dei pasti e della gestione della casa
  • fornire assistenza e cura alla persona non autosufficiente, riconoscendo bisogni e condizioni psicofisiche
  • relazionarsi e comunicare con l’assistito e la famiglia.
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L’Italia invecchia…

 

L’Italia ha un primato, è il primo paese d’Europa per longevità! Posizionandosi alla testa del gruppo tra le nazioni con l’aspettativa di vita femminile maggiore, (cui seguono la Svezia, la Francia e la Finlandia), offre senz’altro importanti opportunità di gestire con una attività di impresa il fenomeno sempre più crescente della domanda di assistenza domiciliare tramite le cosiddette “badanti”.
L’Italia è anche tra le nazioni che presentano una maggiore aspettativa di vita maschile insieme alla Svezia e all’Olanda. Questi dati sono il frutto di una ricerca co-finanziata da UE, coordinata dal Ministero del lavoro della Salute e delle Politiche Sociali e dall’Istituto superiore di Sanità.
Allungandosi quindi la vita degli italiani sempre più in salute, ma destinati, soprattutto negli ultimi anni, a vivere con malattie croniche, perlopiù a causa dei cattivi stili di vita, cresce a dismisura l’esigenza di cercare una “Assistente domiciliare di cura”.
Quando, allora, ricorrere ad un aiuto all’anziano? Ce lo ha illustrato Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di Psicogeriatria, in un articolo del Corriere della Sera.

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Assistere l’anziano

 

Assistere persone anziane può essere in alcuni casi un compito complesso, ma certamente si tratterà di un’attività variegata, che interessa numerose e differenti sfere, da quella emotiva a quella fisica.
Chi assiste un anziano infatti dovrà in primis svolgere un’importante funzione, quella di fargli compagnia, distrarlo e trasmettergli tutta la positività possibile, dunque ad un primario servizio puramente legato alla compagnia, si aggiungeranno questioni pratiche, soprattutto se la persona è malata e necessità cure ed attenzioni particolari.
L’anziano malato, soprattutto se colpito da patologie invalidanti, dovrà essere seguito in maniera costante, con la massima dedizione, oltre dunque a scandire le giornate dell’ammalato con tutto ciò che concerne l’ambito medico, sarà necessario controllare che l’assistito prenda tutti i farmaci assegnatigli, bisognerà inoltre occuparsi della sua alimentazione, della sua pulizia e di qualsiasi altra occorrenza.
L’assistenza, la maggior parte delle volte, viene svolta presso il domicilio dell’individuo, la persona che svolge tale attività dovrà avere una buona competenza, di fatti è importante che l’anziano venga trattato con la massima cura ed attenzione, oltre che in maniera educata, paziente e fidata. La figura infatti, con il tempo, potrà divenire un punto di riferimento a cui appoggiarsi per ogni necessità ed impellenza.

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L’Invecchiamento

 

Il fenomeno dell’invecchiamento può essere considerato un inevitabile meccanismo biologico comune a tutti gli esseri umani, la sua caratteristica è quella del decadimento continuo e progressivo dei meccanismi di difesa dell’organismo. Il massimo dell’efficienza fisica nell’uomo viene raggiunto intorno ai vent’anni, per poi subire un lento decadimento dopo i quaranta, al contrario invece delle capacità intellettuali che possono restare attive sino ai sessantacinque anni, per poi cominciare a subire variazioni.
Una delle caratteristiche fondamentali e particolarmente frequenti nell’età senile è la perdita della memoria, relativa però ad eventi recenti, oltre ovviamente ad una progressiva esasperazione di quello che era il carattere ed il modo d’essere in giovinezza. Nell’anziano si ha, dopo i settanta anni, una riduzione dell’altezza, oltre che l’assunzione di una tipica postura lievemente ricurva. Un’altra caratteristica è certamente la magrezza, superata infatti un determinata età, comincia a manifestarsi un discreto dimagrimento che rende l’individuo scarno e minuto, la pelle diventa secca, rilassata, perde elasticità ed assume un aspetto aggrinzito.
La vecchiaia arriva in realtà quando si viene sopraffatti dall’apatia, dalla sensazione di essere inutili ed emarginati, privi di un ruolo attivo all’interno della società, a questo punto una delle peggiori conseguenze è quella di ritirarsi in se stessi, isolarsi, l’assistenza a questo punto diventa di estrema importanza, poiché volta non solo ad aiutare nelle questioni pratiche l’individuo, ma soprattutto a renderlo più vivace e coinvolto.

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L’Età Senile

 

Quando si utilizza il termine anziano, si fa riferimento a tutte quelle persone che hanno ormai vissuto gran parte della loro vita e dunque si apprestano a concludere il loro ciclo vitale, addentrandosi in quella fascia di età conclusiva. Visto che le famiglie italiane fanno fatica a procreare, fermandosi generalmente dopo la nascita del primo o del secondo figlio, è un dato ormai accertato il numero sempre crescente di anziani rispetto invece alla minima presenza di giovani sul nostro territorio.
Il popolo degli anziani, evidentemente non più in pieno benessere fisico e psichico, ha bisogno di assistenza e cure adeguate, che siano in grado di abbracciare tutte le necessità di tipo medico, sociale e psicologico. Con l’avanzare dell’età infatti aumenta il rischio di malattie per ogni individuo, è per questo che risulta necessaria in ogni caso un’urgenza diagnostica e terapeutica che possa evitare che indugi e trascuratezza si trasformino in gravi rischi per la salute.
La medicina che si prende cura delle persone anziane è un settore piuttosto ampio, che si occupa non solo della malattia in corso, ma tenta anche di prevenire l’insorgere di complicazioni o di altri possibili problemi, che potrebbero improvvisamente diventare invalidanti. L’anziano è un individuo che ha bisogno di affetto e di cure, si tratta infatti di una persona particolarmente fragile che deve essere aiutata a superare problemi sociali come la solitudine e l’emarginazione, a cui spesso la società moderna condanna.

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Cooperativa Sociale PerLa Badante Padova - Via Chiesanuova 167, 35136 Padova

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